Valli di Comacchio, furto di una barca e reti tagliate: nel mirino un gruppo di giovanissimi



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«Uno schiaffo all’impegno per la tutela dell’ecosistema del Delta del Po». Così l’assessora regionale ha definito l’atto vandalico avvenuto a Stazione Foce, dove ignoti hanno rubato una barca e tagliato reti utilizzate dagli operatori del Parco del Delta del Po.

L’episodio, che sta suscitando forte indignazione in laguna, risale alla notte tra giovedì 4 e venerdì 5 dicembre. I vandali si sono introdotti nell’area e hanno danneggiato due sacchi di reti da lavoro, portando via anche una piccola imbarcazione di proprietà dell’ente regionale.

Un gesto che fa pensare a una bravata

Secondo le prime valutazioni, l’accaduto non sarebbe riconducibile ai bracconieri. La dinamica — un intervento rapido, in una notte di luna piena, senza condizioni favorevoli alla pesca — fa infatti pensare più a una bravata notturna che a un furto mirato al pescato o alle attrezzature di valore.

Gli esperti sottolineano che, con il chiarore lunare, le anguille tendono a non muoversi: chi avesse voluto colpire per sottrarre ingenti quantità di pesce o strumenti importanti avrebbe agito in condizioni diverse, sfruttando maltempo e buio totale, quando le anguille risalgono dai fondali fangosi verso il cibo. Inoltre, a breve distanza dal punto del vandalismo, durante la stasòn da pàs, sarebbe stato possibile sottrarre quintali di anguille dalle bolaghe piene. Un ladro intenzionato al bottino non si sarebbe fermato a tagliare reti.

La mancanza di tali condizioni porta quindi a sospettare l’azione di giovanissimi, mossi non da un reale interesse alla pesca ma dal semplice intento di arrecare danno al Parco e al lavoro quotidiano di monitoraggio della fauna ittica.

La condanna delle istituzioni

Sull’accaduto è intervenuta anche l’assessora regionale ai parchi e alla biodiversità, Gessica Allegni, esprimendo solidarietà alla presidente del Parco, Aida Morelli, e ai suoi collaboratori. «Un nuovo atto ignobile — ha scritto — che colpisce attrezzature già ripristinate dopo i furti della scorsa primavera».

L’assessora ha definito il gesto «un danno materiale e, soprattutto, uno sfregio all’impegno del personale impegnato nella salvaguardia dell’ecosistema del Delta del Po». Ha inoltre ricordato il ruolo centrale del Parco nella tutela delle anguille comacchiesi, presidio Slow Food e patrimonio identitario del territorio.

«Il Parco — conclude Allegni — è un presidio fondamentale per la biodiversità e le tradizioni locali: colpirlo significa colpire l’intera comunità».

 


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